Gigi Proietti allo IULM

Scritto il 6 marzo 2010

Ci sono maestri arcigni e dotti e maestri colti e sorridenti. All’Università Iulm di Milano, l’Università della Comunicazione, per il corso di Storia del Teatro Musicale nella facoltà “Patrimoni, Arti e Mercato”, abbiamo chiesto a Gigi Proietti, che è un magnifico campione del secondo tipo, di intervenire a un seminario e conversare con noi sull’opera, sul teatro popolare, sui meccanismi del comico e del drammatico. Aula affollata di privilegiati, due ore di lavoro e simpatia. Proietti è tra i massimi esperti di tradizioni teatrali, oltre che attore amatissimo e comico irresistibile e regista affermato anche nel campo del teatro d’opera. La ripresa televisiva dell’evento è quella di servizio dell’università, a camera fissa, e inquadra dunque stabilmente il nostro ospite fra me e Lorena Martufi, che ha coordinato la preparazione dell’incontro. Ho scelto tre momenti.

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Un commento a “Gigi Proietti allo IULM”

  1. Incontrare e ascoltare Gigi Proietti è stato un vero privilegio. Due ore intense e arricchenti, da non perdersi neanche un minuto.
    Da tempo il Maestro incarna il teatro popolare italiano ma è anche regista di melodrammi, attore ed esperto di tradizioni teatrali.
    La cosa sorprendente e catturante è la sua massima attenzione per la comunicazione, verso la quale i nostri studi sono indirizzati.
    E’ essenziale comunicare qualcosa con semplicità e linearità; solo così si arriva alla chiave di lettura più profonda.
    Giocare con l’immaginazione, attenersi ai testi classici (come ad esempio, nella ripresa fondamentale delle parti del coro nel “Nabucco” di Verdi), affascinare il pubblico e arrivare a comunicare col fruitore è essenziale, è il significato più profondo del melodramma. In questo risiede l’intento fondamentale per colpire il pubblico contemporaneo e continuare a riportare in vita un teatro, che nelle sue trame e tematiche rimane sempre attuale.

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